Sonetto 189

By Benedetto Gareth

Qualunque imprender vuol di simigliare

Ai duo gran Thoschi, ei simil par che sia

A cui, volando per troppo ardua via,

Diede, cadendo, il nome al vitreo mare.

Marchese, altro io non so, che susurrare

Di fiore in fior; la flebil Musa mia

Segue de l'ape Hyblea la compagnia,

Che gl'insegna il liquor dolce libare.

Ma tu, di Cardenesi il sommo honore,

Che con la tua gentil Musa Latina

Hai celebrato il congiugale amore,

Al Thosco dal sermon prisco declina;

Ché di nostri non sol sarai migliore,

Ma pare a l'alta lyra Fiorentina.