Sonetto 210

By Benedetto Gareth

Non fulge nel mio albergo auro né avorio,

La vana ambitïone in odio tegno;

De la benegna vena del mio ingegno,

Di fede et mente retta io sol mi glorio.

Felice quel, che, senza esser notorio

Al volgo, stato humìl non have a sdegno!

Quest'è la gloria vera e 'l vero regno:

Viver senza timor, morire inglorio.

Puderico gentil, tu sol mi insegni

Gir fuor da la volgar comune inscitia;

Di cui opinïon son pochi ingegni.

Discese in terra il gran sol di giustitia,

Et, tra tanti mortali, undeci degni

Fur sol, d'haver di lui vera notitia!