Sonetto 28

By Benedetto Gareth

Quando rinova il vago mio pensiero,

Del qual giamai non fu la mente stanca,

Il volto, il collo, il petto et la man bianca,

A l'impresa mi fanno il core altero.

Poi ripensando al ben ch'io mai no' spero

Veder, m'agghiaccio, e 'l mio colore imbianca,

La forza et la vertute allhor mi manca,

E 'l sangue corre al cor ratto et leggiero.

Così ne la mia fronte scolorita

L'imagin de la morte si presenta,

E i più crudeli a lagrimare invita.

Ogniun di me si duole et si spaventa;

Et io son già sì stanco di tal vita,

Ch'aspetto il fin con l'anima contenta!