Sonetto 39

By Benedetto Gareth

Ecco la notte: el ciel scintilla e splende

Di stelle ardenti, lucide et gioconde;

I vaghi augelli et fere il nido asconde,

Et voce humana al mondo hor non s'intende.

La rugiada del ciel tacita scende;

Non si move herba in prato o 'n selva fronde;

Chete si stan nel mar le placide onde;

Ogni corpo mortal riposo prende.

Ma non riposa nel mio petto Amore,

Amor d'ogni creato acerbo fine;

Anzi la notte cresce il suo furore.

Ha sementato in mezzo del mio core

Mille pungenti, avelenate spine,

E 'l frutto che mi rende è di dolore.