Sonetto 45
Pien di false speranze et van desiri,
Col dolce, amaro, eterno mio pensiero
Il dì languendo et sospirando, spero
La notte trovar pace ai miei martìri.
Nel letto poi radoppian li sospiri,
L'angoscia e 'l duol sì paventoso et fero,
Che tra speme et paura io pur despero
Et moro, ovunque il corpo ardente io giri.
Né giudicar potrei qual sia più forte
Di miei dolor, ché tutti sono eguali,
Né sperare alcun ben che mi conforte.
Nessun d'amore aspette altro che mali,
Né creda haverne al fine altro che morte,
Che comune sepulcro è di mortali.