SONETTO C.

By Benedetto Varchi

Ecco, che dopo il terzo lustro riede

Al patrio nido e a te, Fiesole, quello

Più ch'altro mai, cortese, onesto e bello

Lauro, che fa del paradiso fede:

Muovi, Asinaro, e riverente il piede

Sacro meco gli bacia, e tu, Morello,

Col tuo picciolo in cima e santo ostello,

La fronte inchina umìl dall'alta sede.

L'aer s'allegri oltra l'usato, e l'acque

Corran più chiare, e per ogni pendice

Ballin ninfe ad ognor, cantin pastori:

Più che mai lieto, e più che mai felice

Il suo gran Figlio, onde a sé stesso piacque,

Raccoglia l'Arno, e gli sparga erbe e fiori.