SONETTO CCCCIX.

By Benedetto Varchi

Signor, né più da lungi acuta linea

Sua preda mai, né mai più chiaro scerne,

Com'io quel ch'ora il volto ed or l'interne

Parti v'assale, e bene spesso vince:

Però vi prego umil, pria che comince

Rodervi sempre il verme reo che scherne

Tutte virtù, non sia 'n voi chi discerne,

Servo a chi vuol che mal poscia si vince.

Come fia mai che voi possiate od io

Voglia soffrir che da sì indegna nebbia

Vi sia la strada al ciel contesa e mozza?

In me certo l'ardente alto disìo

Prima si spegnerà, che veder debbia

In sì candido vel macchia sì sozza.