SONETTO CCCCLIV.

By Benedetto Varchi

Aquila non volò tanto alto mai,

Né così presta, come quel che nacque

Cigno, Rondinel mio, vicino all'acque

Di Dirce, e Tebe feo più cara assai.

Questi or gli Dei, or gli amorosi lai

Cantando, or l'altrui palme, in guisa piacque,

Ch'ogn'altro dopo lui fu roco o tacque,

Infin che venne, e n'era tempo omai,

Nuovo Cigno gentil, che sopra il Tebro

Versò sì dolci e sì chiari concenti

Ch'ancor s'aggira, e ne rimbomba il suono.

A questi poscia, ma con altro tuono

Udîr l'Arno e la Sorga eguali accenti,

Per la pianta, cui tanto amo e celèbro.