SONETTO CCCCLV.

By Benedetto Varchi

In questa, ch'al suo mal sì corre, calca,

E tra speme e timor giela ed avvampa,

Più spesso si rileva e meno inciampa,

Chi segue Apollo, e dietro i buon cavalca:

Ma sol non cade mai chi non diffalca

Quanto natura e Dio nel cor gli stampa,

E quanto qui le sciocche menti avvampa,

Con piè sicuro spegne e saggio calca.

Io, che tra piogge tempestose e feri

Venti, quattro anni, avvolto in densa nebbia

Errai Francesco, e quattro lustri interi

Tosto che scorsi i casti rami alteri,

Sgombrai del petto ciò, che l'alme annebbia:

Quinci è ch'a lieto fin giugnere speri.