SONETTO CCCCLVII.

By Benedetto Varchi

Deh! se la greggia tua, fedele e caro

Elpisto mio, di bene in meglio avanzi

La santa Pale, e te null'altro avanzi,

Che 'l mio Pitia a cantar, ch'è sol, non raro:

Sgombra dagli occhi il pianto, e meno avaro

Sii del tuo danno, e non voler quinci anzi

Varcar, che Cloto il fil reciso abbia, anzi

Rivolgi in dolce ogni passato amaro.

Che se 'l bel Tirsi, ch'alle destre rive

Nacque dell'Arno, ov'han le Grazie il nido,

Di sé le selve e le campagne ha prive,

Morto non è; ma 'n grembo a quelle Dive,

Ch'egli amò tanto e con sì chiaro grido,

Salito al ciel, tra i più beati vive.