SONETTO CCCCLXI.

By Benedetto Varchi

Donna, cui mai né forza, né consiglio

Dell'avversario nostro empio e fallace

Torcer poteo da quelle carte, u' giace

Il ver, né altro uman danno, o periglio:

Se quel signor, che da mortale esiglio

Conduce e guerra a divin regno e pace

Chi gli par, quando vuol, come a lui piace,

V'ha tolto il caro vostro ornato figlio,

Già non dovete voi piangere, e sempre

Sospirar notte e dì recando ognora

A lui noia, a voi doglia, a noi tormento.

Il suo chiaro splendor, quel sommo, ch'ora

Sente di tutti ben dolce concento,

L'oscuro e amaro vostro allumi e tempre.