SONETTO CCCCLXVI.

By Benedetto Varchi

Quelle, che tante in voi doti e sì care

Versâr natura e la fortuna insieme,

O del Tebro, e dell'Orsa unica speme,

A qualunque e maggior vi rendon pare:

Ma doppia gloria, che l'altere e rare

Menti di lettre e d'armi ingombra e preme,

Sola porravvi, ché di nulla teme,

In cima de' miglior tra l'alme chiare;

E vi farà non men gradito al mondo,

Ch'al magnanimo re d'Etruria e d'Arno:

Ch'a voi per donno di sua figlia eletto,

Par bene erto e spinoso al primo aspetto

Il monte, onde sua falce adopra indarno

Morte, ma è nel fin piano e giocondo.