SONETTO CCCCLXXI.
Or si rivolge l'anno intero a punto,
Che 'l terzo Giulio tra mentite larve,
A gli occhi miei notturno sole apparve,
Ed ebbe al vecchio nuovo fuoco aggiunto.
O per me fausto giorno, o ora, o punto
A voi sì caro! E che potean più darve
Le stelle tutte e 'l ciel, che raddoppiarve
La luce, onde 'l mio cor non parte punto?
Da indi in qua con geminato ardore
In dolce, alta, gentil, cortese fiamma
Doppio sempre m'avvampa, e strugge amore.
E 'l vedermi io vicino all'ultime ore
Non raffredda l'incendio, anzi l'infiamma,
Che felice amator beato muore.