SONETTO CCCCLXXIV.

By Benedetto Varchi

Caro leggiadro, amorosetto fiore

Ch'a me 'l buon Tirsi, a lui 'l mio bello e vago

Carin dolce donò, come presago,

Ch'egli 'l darebbe al suo fedel pastore;

Color più grato e più soave odore

Piaggia, né colle mai, fiume, né lago

Del tuo non ebbe: onde io contento e pago

Più d'altro amante assai, ringrazio Amore.

E credo ben, che quando il dì s'aggiorna,

Non sia di tanti e così bei colori,

Chenti rimiro in te, l'aurora adorna:

Quanti Adon, quanti Esperia e quanti odori

Ebbe Alcinoo, nella memoria torna

Questo bel fior di tutti gli altri fiori.