SONETTO CCCCLXXVII.

By Benedetto Varchi

Anton, che come i buoni e i saggi fanno,

Appregiando virtute e sprezzando auro,

Di quel saldo v'ornate e bel tesauro,

A cui tutte ricchezze indietro vanno;

Già da sublime parmi e chiaro scanno

Del suo cingervi Apollo e del mio Lauro,

Onde al vostro gentile alto Epidauro

Alta invidia e gentile i dotti avranno.

E quella zoppa che con sì veloce

Passo n'aggiugne e tutte cose sforza,

Tal che spaventa altrui sol della voce,

Userà indarno contra voi sua forza,

Ch'alla fronda del Sol nulla mai noce,

Anzi ella sola ogni potere sforza.