SONETTO CCCCLXXXIII.

By Benedetto Varchi

Tal son pur del pregar debile e fiacco,

Ch'a gran pena la vita omai sostegno

E poi che nulla valmi, o forza o 'ngegno,

Tacciomi alfin non sazio già, ma stracco.

Oggi del tutto spargo a terra e fiacco

Le mie vane speranze, e nel suo regno

Vincere Amor e soffrir colpi vegno

Più gravi assai di quei ch'anciser Cacco.

E per doglia maggior sovviemmi ognora

Del dolce Lauro e suoi santi atti schifi,

Mio fido Automedon, mio fido Tifi.

Dunque vi piace, signor mio, ch'io mora

Per voi campar, di sdegno, ira ed affanno?

Ma non fia: tai radici al cor mi stanno.