SONETTO CCCCLXXXIV.

By Benedetto Varchi

Se dir vero altrui lice, io non invidio

Chi gli scettri possiede, e poco apprezzo

L'oro, fuggir quel ch'altri cerca avvezzo:

Ma voi, novello e pari al vecchio Egidio,

Voi sol di Belzebubbe eterno eccidio

Ammiro, e qualunch'altro allôr disprezzo,

Per cangiar come il pelo ancora il vezzo,

E trovar a miei danni alcun sussidio;

Ché per voi d'alto e sacro seggio suona

Con angelica voce in atto umìle

Dottrina del santissimo Elicona.

Questa entro l'alma oltra l'usato stile

Sì mi penètra e tal quivi ragiona,

Ch'ogni cosa quaggiù le sembra vile.