SONETTO CCCCLXXXIX.
Alto, verde, fiorito, ombroso monte,
Ove certa seguendo e breve traccia,
Mi prese Amor, come sarà ch'io taccia?
Quanto ti debbo? e come fia ch'io 'l conte?
In te le frondi glorïose e conte
Vidi, onde tutto e sempre odia e discaccia
Quel che più cerca il volgo e sol procaccia
Salir mio cor, dove or raro è chi monte.
Tal che se non troppo per tempo il filo
Rompe Atropos della mia vita e pieta,
Del cielo ode talor prego non vile,
Forse (oh! nol creda invan) la Tana e 'l Nilo
Un altro udranno ancora Lauro gentile,
Ed avrà l'Arno un dì nuovo poeta.