SONETTO CCCCLXXXVI.
Mentre io con penna oscura e basso inchiostro
Tanti anni e tanti un vivo Lauro formo,
Voi con chiaro pennello, alto Puntormo,
Fate pari all'antico il secol nostro.
Anzi mentre io col volgo inerte dormo,
Voi nuovo pregio alla cerussa e all'ostro
Giugnete tal, che fuor del vile stormo,
A dito sete e per esempio mostro.
Felice voi che per secreto calle,
Ove orma ancor non è segnata, solo
Ven gite a gloria non più vista mai!
Onde la donna più veloce assai
Che strale o vento e ch'è sempre alle spalle,
Invan daravvi omai l'ultimo volo.