SONETTO CCCCLXXXVII.

By Benedetto Varchi

Potea ciascuno il mio felice stato,

Donna, invidiar, ma solo offendere io:

Io sol dalla mia speme alta e disìo,

Sentendo a me giusto desir negato,

Volli e potetti, oimè, partirmi irato,

Né mi partii però che 'ntorno al mio

Lume quasi farfalla o qual restìo

Destrier m'avvolsi, e non fui mai slungato.

Pur quando poscia il mio bel sol co' rai

Turbati, avanti il vespro in picciol ora

Due volte, lasso, tramontar mirai:

Iroso no, ma ben più d'altro, uom mai

Tristo e pentito infino all'äurora,

A posar no, ma sospirar tornai.