SONETTO CCCCLXXXVIII.

By Benedetto Varchi

Ben ebbi al nascer mio contraria quella,

Ed avrò sempre omai che cieca gira

Sua volubile ruota e in alto tira

La gente indegna alle virtù rubella.

O mio forte destin, fera mia stella!

Mai non fu, in quanto volve Apollo e mira,

(Tanto ha il ciel contra noi di sdegno e d'ira)

Sorte quanto è la mia crudele e fella.

Or che gioisce il ciel, la terra e 'l mare,

Io sol m'attristo; e quando è verde il mondo,

Si secca, e muor la mia più viva speme.

Dunque debbo io partir? dunque lassare

L'albergo? onde sì spesso e sì giocondo

Vedea 'l mio sol che l'altro oscura e preme.