SONETTO CCCCX.

By Benedetto Varchi

Dolce signor, se voler vostro o inganno

Altrui da quel sentier lunge vi mena,

Che scorge a vera gloria, mia la pena,

Ma la colpa fia vostra, vostro il danno.

Io l'alme frondi che mi fero e fanno

Beato in terra, e non le scorsi a pena,

Amerò sole, come fei, con piena

Fede già cade il venzettesimo anno.

Quanto è maggiore e più sincero il foco,

Tanto più tosto si dilegua e spegne,

Se non truova alla lingua amico il core.

In voi, dolce signor, quel dentro regne:

Quel dentro s'orni e non il bel di fore,

Se curate di me molto né poco.