SONETTO CCCCXCVII.

By Benedetto Varchi

Guarda, saggio Damon, ch'io temo forte

Che 'l tuo Carin non sia da sé mutato,

Tale il vidi io l'altrier con quello ingrato

D'Acaristo parlar passando a sorte. —

Elpisto, io temo anch'io che nol trasporte

Altrui, o suo buon consiglio, o fato

Né val (tante ho già volte invan provato)

O ch'io 'l garra, o ch'io il preghi, o ch'io il conforte.

Che fia dunque di te? Quel che nel cielo

Stabilito fu già, che l'arbor solo

M'ardesse, che né sol cura, né gielo;

Se già quel ch'ha dintorno agl'occhi velo

Il pastorel cui tanto ammiro, e colo,

Non disciogliesse il cangiar viso e pelo.