SONETTO CCCCXLII.

By Benedetto Varchi

Perché, quando in Carin tutta t'affigi,

I crin biondi mirando e gli occhi negri,

Tanto allo star di lui, Nape, t'allegri,

Quanto poscia al partir mesta t'affligi? —

Se 'l tristo suon delle notturne strigi

Non turbi il chiaro de' miei giorni allegri;

Se Pale il gregge tuo sempre rintegri,

E l'uve a te Bacco medesmo pigi;

Perché Damon, quando Carino appare,

Subitamente e volto e color cangi,

Ed al suo disparir t'attristi e piangi? —

L'amor, Nape, mi sforza — E me l'amare,

Damon, costringe: — Ardiam dunque, che mai

Non fur più dolci e più cortesi lai.