SONETTO CCCCXLIV.

By Benedetto Varchi

Non lungi alla scoscesa, antica roccia,

Che sempre mira disdegnosa Flora,

A piè del fonte che stillando irrora,

Cecero, ond'ebbe il nome suo la doccia,

Stava Damon contando a goccia a goccia

L'acqua ch'indi brillando usciva fuora,

E dicea nel pensiero: Ond'è ch'ognora

Più fera sorte ai più miglior più noccia?

Perché non è qui meco il bel Carino?

Chi me l'asconde, oimè, chi lo mi toglie,

Se, dopo l'arbor mio, sol l'amo e 'nchino?

E ben so, ch'ei, s'io non falso indovino,

Per sazïar tutte mie sante voglie,

Esser vorrebbe a me sempre vicino.