SONETTO CCCCXXI.

By Benedetto Varchi

A voi, che l'alto nome e gran valore

Del saggio avolo vostro a noi tornate,

Giovanvettorio mio, né dispregiate

Le sante forze del celeste Amore,

Mando io quel che cantò Damon pastore

Per colli e boschi nell'andata state,

Mentre del bel Carin seguia l'amante

Orma tra riso e duol, speme e timore.

E se la gente vil, che lungi al vero

Dietro l'ombre sen va, biasma e riprende

In non giovine cor giovin pensiero,

Ditele, che chi ben conosce e 'ntende,

Non ha più certo e più corto sentiero

Al ciel, ch'amor seguir casto e sincero.