SONETTO CCCCXXIX.

By Benedetto Varchi

Questa, che 'l mio Damon fido e cortese

Mi donò via l'altr'ier, vaga calandra,

Mentre intorno a Vaccian colla sua mandra

Sen gìa cantando nel più lieto mese,

A te, Nape gentil, di cui m'accese

Casto amor dentro la tua bella mandra

Sì dolcemente, ch'io, qual salamandra,

Vivo nel foco, e non vo' far difesa,

Dono io Carin con quella stessa gabbia,

Che d'oro tutta e d'ebano contesta

N'arrecò il gran Gisgon di là dal mare:

E quando il chiaro suo dolce cantare

T'invita al sonno, o dal dormir ti desta,

Apra il mio nome tue rosate labbia.