SONETTO CCCCXXV.

By Benedetto Varchi

Mentre al suo bel Carin le chiome intreccia,

Standola a mirare io là presso al sorbo,

Sentendo Nape il crocitar d'un corbo,

Lasciò tutta smarrita andar la treccia:

Ond'io, che 'n mano avea l'arco e la freccia,

Presa la mira, in volto e nel cor torbo,

Lo fei di voce privo e di vita orbo

Rotolando cader dentro una seccia.

Guardommi in viso, e tutta lieta disse:

Caro Damon, sia benedetto il giorno,

Che del suo foco il mio Carin t'accese.

Dove sei tu, d'augelli oltraggio e scorno

Non temo od altre pastorali offese

Poscia nel bel Carin le luci affisse.