SONETTO CCCCXXXII.

By Benedetto Varchi

Vedi, Carin, che fuor di quella siepe

Fiso statti a mirar verde ramarro,

Né io, perch'a ragion ti mira, il garro,

Anzi tempo da noi si fugga e 'nsiepe:

Ma, se d'amor tuo core arde e non tepe,

Lieta novella, Carin mio, ti narro:

Oggi colla tua Nape il giorno inarro,

Cui di te mai nell'alma obblio non repe;

Nel quale al festo dì convenir debbia

Colle compagne sue, quando al lor divo

Giusto rendranno i sacerdoti onore.

Or prega tu, che pioggia o vento o nebbia

Non la ritenga e non cresca maggiore,

Ch'a guazzo trapassar possasi il rivo.