SONETTO CCCCXXXIII.

By Benedetto Varchi

Fuggiam, saggio Damon, che tra quella erba

Suole spesso abitar candida biscia,

Ch'alla sferza del Sol s'infoca e liscia,

E con tre lingue fischia alta e superba.

Vedila là, ch'ella si fugge e inerba

Fra cespo e cespo, e via sguizzando striscia,

Lunga dietro di sé lasciando striscia,

Che segnata da lei la polve serba.

Non temer, Carin mio, ch'aperto segno

Ne mostra il ciel, ch'a glorïoso fine

I tuoi n'andranno e i miei cortesi ardori.

Già sono io teco, e tu, se quelle spine

Nol vietan, veder puoi l'alto sostegno,

Nape, della tua vita apparir fuori.