SONETTO CCCCXXXVII.

By Benedetto Varchi

Nape, non mio voler, né mio consiglio

Da te mi parte, oimè! ma fera stella:

Sovvengati di me, ninfa mia bella,

In questo duro mio, gravoso esiglio.

Così piangea Carin, di bianco giglio

Venuto rosa imbalconata; ed ella

Al tristo suon dell'amara novella,

Bassò la fronte pallidetta e 'l ciglio;

E poco men, che non morìo di doglia:

Pure alla fin, lui rimirando fiso,

Con gli occhi, disse, rugiadosi e molli:

Mentre che l'Ema stilla d'acqua, o foglia

D'erba avran tutti questi ameni colli,

Mio cor, non sarà mai dal tuo diviso.