SONETTO CCCLI.

By Benedetto Varchi

Quinta del mio signor prole novella,

Tu a far liete di te le tue contrade,

Giunto hai, tra mille nato e lance e spade,

All'altre quattro la più forte stella:

Onde la sozza, afflitta Italia, ancella

Oggi, che vecchia e 'nferma langue e cade.

Anzi al fiorir della tua verde etade,

Libera fia per te, gioiosa e bella;

E 'l Tracio re che all'Orïente il giogo

Posto, il fren porre all'Occidente agogna,

E i nostri lidi ognor percuote e spoglia,

Come chi 'l danno suo dormendo sogna,

Senza punto saver ciò che l'addoglia,

Piange del regno suo l'ultimo rogo.