SONETTO CCCLIV.

By Benedetto Varchi

Questo è, Tirsi, quel fonte in cui solea

Specchiarsi la mia dolce pastorella:

Questi quei prati son, Tirsi, dove ella

Verdi ghirlande a' suoi bei crin tessea.

Qui, Tirsi, la vidi io, mentre sedea:

Quivi i balli menar leggiadra e snella:

Quinci, Tirsi, mi rise, e dietro a quella

Elce s'ascose sì, ch'io la vedea.

Sotto questo antro alfin cinto d'allori,

La mano, onde ho nel cor mille ferite,

Mi porse lieta e mi baciò la fronte.

All'antro dunque, all'elce, ai prati, al fonte.

Mille spargendo al ciel diversi fiori

Rendo io di tanto don grazie infinite.