SONETTO CCCLV.

By Benedetto Varchi

Filli, deh! non fuggir, deh! Filli, aspetta

Il tuo Damon, che più che 'l gregge t'ama,

E se pur di fuggire hai sì gran brama,

Non fuggir, Filli mia, con tanta fretta.

Anch'io il seguir, che più e più s'affretta,

Terrò, ché sol piacerti il mio cor brama:

Tu pur via fuggi qual veloce dama,

O cervo che ferito è di saetta.

Rallenta Filli, oimé! rallenta il passo

Che le tenere piante o sterpo, o selce

Non t'offendesse al trapassar del rivo.

Così dicendo, fatigato e lasso,

Pien d'alta angoscia e d'ogni lena privo,

Cadde Damon rovescio a piè d'un'elce.