SONETTO CCCLVIII.

By Benedetto Varchi

Filli, più vaga assai che i fioralisi,

Ch'al tuo partir portasti il mio cor teco,

Ecco ch'un picciol capro in don t'arreco,

Tolto alla madre che pur dianzi uccisi;

Cui per aver, ma me n'accorsi e risi,

Mi venne dietro in fin sotto lo speco

Testili, ed io restar non volli seco,

Che ben conosco i suoi fallaci risi.

A te lo dono, a tel sol guardo e serbo

Due tortore che ier varcando il rio,

Appostai, che facean sicure il nido:

E se più tosto me, che quello infido

Di Licida vorrai, scerni del mio

Cornuto armento un toro, il più superbo.