SONETTO CCCLXXXII.

By Benedetto Varchi

Giulio, quel monte che più alto assai

De' suoi vicini e più lieto verdeggia

Quasi fra gli altri imperïoso seggia,

Cinto ha la fronte di fronzuti mai;

Quel fu il principio de' miei santi lai:

Quell'un mi trasse dalla volgar greggia,

Quivi tenne alcun tempo Amor sua reggia,

Più cortese, più casto e bel che mai,

Ed or novellamente in voi mi mostra,

Quanto mostrommi sotto un dolce alloro,

Sovran pregio ed onor dell'età nostra;

Perché di nuovo all'amorosa chiostra

Tornare, e ricco di doppio tesoro

Farsi tra speme e tema il mio cor giostra.