SONETTO CCCLXXXIII.

By Benedetto Varchi

Giulio, onde avvien che quella dolce e altera

Fronte, ove ha Febo il suo più caro seggio,

Oltra l'usato pallidetta veggio,

Qual vivo sol, che un nuvoletto annera?

Sovvengavi signor, ch'anzi la sera

Deve essere il mattino, e tal peggio

Corre, chi troppo corre: io già non deggio

Tacer quel che amor detta e fede intera.

Chi molto ama, signor, molto anco teme,

Se l'antica virtute in voi risorge,

Non ci private di sì ricca speme.

L'april fa, signor mio, quanto si scorge

Verde e fiorito di bel picciol seme:

Maturi frutti poi l'autunno porge.