SONETTO CCCLXXXIV.

By Benedetto Varchi

Pria che la fronte, signor mio, v'increspe,

Il tempo che si vola, e noi con lui,

Montate il poggio di virtù, per cui

Par che sì spesso cada il volgo e 'ncespe:

Io, ch'or l'argento vil miro e le crespe

Del volto, assai lontan da quel che fui,

Sempre di me mi dolgo e non d'altrui;

Cotante di pentir mi pungon vespe.

Sol mi consola ad or ad or quel lauro

Vivo, che di mia mente in cima siede,

Già varca il sesto e ventunesimo anno,

Che mi dice entro 'l cor: Prendi restauro,

Né dubbiar, mio fedel, che senza inganno

È quel Signor, che 'l tutto ascolta e vede.