SONETTO CCCLXXXVI.

By Benedetto Varchi

Quando io miro il bel viso, e ascolto il saggio,

Leggiadro, onesto ragionar gentile,

E 'l dolce vostro portamento umìle,

Da far molle e cortese un uom selvaggio:

Veder penso ed udir quel che sempre aggio

Casto alloro entro l'alma, onde ogni vile,

Basso pensier, per farmi a lui simìle,

Sgombrai, qual fresca neve, ardente raggio,

E tal diletto e gioia tanta prendo,

Ch'esser tornato all'età mia più verde,

Sopra alto poggio in sacro albergo parme,

U' d'amor vero e speme santa ardendo,

Scorsi prima, e sentii nel cor passarme

L'alma pianta che mai foglia non perde.