SONETTO CCCXCII.

By Benedetto Varchi

Uopo non era a me d'accesa face

Quei bei lumi a veder, che d'ognintorno

Nelle più scure tenebre alto giorno

Apron, quando più lungi il sol più tace.

Se, lor somma mercè, da guerra e pace,

Da morte amara a dolce vita torno,

Come non scernerò l'altero adorno

Splendor, ch'agl'occhi tanto, ed al cor piace?

Ben voi, quanto più so, terrestri Soli

D'angioletto mortale, umil ringrazio;

Che in me fermaste i vostri tanti rai.

Tal già per alti boschi, e colli soli,

In loco sacro, e di lieto, mirai

L'arboscel, cui lodar nunqua mi sazio.