SONETTO CCCXCVII.

By Benedetto Varchi

Mentre 'l mio buon Carin, quasi novello

Narcisso, al trapassar dell'onde chiare,

D'Ema, sé stesso mira, e le sue rare

Doti, onde scrivo ognor, penso e favello.

Vago Coro di Ninfe il dolce e bello

Volto scorgendo, cui solo uno è pare,

Tosto dal fondo sovra l'acque appare,

Più, ch'a sua preda mai rapace uccello.

E dopo lunga in van preghiera, seco

Dal suo destrier con dolce forza tolto,

Rapillo, e dentro al bel cristallo il trasse;

Ma ei, più d'Ila e saggio e forte, bieco

Guardolle irato, e 'l passo indietro volto,

Le lasciò tutte sbigottite e lasse.