SONETTO CCCXCVIII.

By Benedetto Varchi

Quando il bel Giulio mio con dolce riso

Apre l'un suo vermiglio e l'altro labro,

Cui cedono rubini, ostro e cinabro,

Per bear me, che, intento il guardo, il fiso:

Parmi aperto vedere il Paradiso,

E quanto fe' mai dolce il divin Fabro,

E dico: E' non è cor sì duro e scabro,

Che non restasse qui vinto e conquiso,

E mi ritorna nella mente il giorno

E l'ora e 'l punto, che 'n fronzuta cima

L'arbor mirai d'ogni buon frutto adorno;

E, se giudizio uman diritto estima,

Cosa non fia già mai, né mai fu prima,

Che questo agguagliar possa, o quel soggiorno.