SONETTO CCCXII.

By Benedetto Varchi

La più verde, più sacra e felice ombra,

Mio refrigerio sola e mio ristoro,

Del più frondoso e più fiorito Alloro,

Ch'odor già mai spargesse o gittasse ombra,

Di sì alti pensier l'anima ingombra,

E tal le dona ardir ch'io mi rincoro

Essere un dì, s'io vivo, un di coloro,

Che de' bei rami suoi la fronte adombra.

E porrian forse lungo tempo meco

Viver, quando io sarò spento e sotterra,

Fiesole ed Asinar, Mugnone ed Arno.

Allor vedrebbe il volgo errante e cieco,

Che togliendo a sé pace, altrui dà guerra,

Quanto per cosa vil fatica indarno.