SONETTO CCCXIV.

By Benedetto Varchi

Signor, cui gran fortuna e gran virtute

Dieder fin dalle fasce, o poco meno

Del ciel le chiavi in man, del mondo il freno,

Cose di rado, anzi non pria vedute:

Tutte le lingue paventose e mute,

Tarde tutte le penne e scarse fieno

A dir di voi, che sol, per dirne il meno,

A voi gloria nasceste, a noi salute.

Qual più degno al maggior de' sacri eroi

Trovar poteva il più gran padre albergo,

Ch'appo 'l miglior che mai regnasse duce?

Sperate pure in quel Signor, che i suoi

Non abbandona mai, se bene a tergo

Talor gli lascia, mentre u' vuol gl'adduce.