SONETTO CCCXL

By Luigi Tansillo

O sola, a tranquillar nembi e tempeste

dei petti illustri e de l'accese menti,

nata con l'aura de' beati accenti,

ch'or giungon grazia all'armonia celeste,

per la dolcezza che sovente a queste

orecchie porse il suon di tuoi concenti,

io sagro all'ombra tua (prendigli e senti)

questi fior lieti e queste rime meste.

E se non posso di superbi marmi

erger sepolcro che contenda a l'ira

del tempo, ch'ogni cosa empio divora;

potessi quante lire e quanti carmi

ha il mondo, qui raccorre: esequie e pira

a l'ossa tue forse più degno fora!