SONETTO CCCXLIII

By Luigi Tansillo

Vedendo voi su l'ale ad ora ad ora,

a guisa d'angioletta pellegrina,

io torsi gli occhi miei da la divina

luce vostra, ch' amore e il mondo onora;

per sentir men le tenebre, qualora

vedrò ch'altrove il vostro sol declina,

bench' ogn' alma del ciel già cittadina,

vaga di voi, talor n' usciria fuora.

Ora a me, quant'agli altri, il ciel s'oscura,

diretro al tramontar de' raggi vostri;

m'appago, pur che parte a voi si fura.

La qual, benché nascondan sacri chiostri,

contender non potran ferri né mura,

ch'il suo splendor al mondo ella non mostri.