SONETTO CCCXLIV.

By Benedetto Varchi

Donna, che dianzi a tutta Etruria sola

Speme fosti e conforto, or doglia e pianto,

Poi che lasciato in terra il tuo bel manto,

Mortal, prendesti in ciel l'eterna stola;

Arno e la bella Flora tua, che sola

mente vivean per te felici tanto,

Posti per sempre in bando il riso e 'l canto,

Oscuri e mesti mai nulla consola;

Qual può lingua ridir, qual deve inchiostro

Segnar, quanto ciascun di sdegno e d'ira

Carco del fuggir tuo s'attrista e dole?

Il gran Duce tuo figlio, e signor nostro,

Anzi padre, cui par non vede il Sole,

Con Leonora sua piange e sospira.