SONETTO CCCXLIX.

By Benedetto Varchi

Signor mio, terza al miglior duce speme,

Terza gloria al bell'Arno e terzo pegno

Dell'afflitta Ausonia, ch'al sostegno

Ferma di tanti, più cader non teme;

In voi tutte le grazie e tutte insieme

Le virtù ricco albergo e vivo regno

S'han posto, e già da voi producon degno

Frutto di così alto e chiaro seme.

Già dopo il gran Francesco e il buon Giovanni

S'ode infin sopra il ciel sonar Garzia,

Garzia, terzo ristoro ai nostri danni:

Garzia, che mostra al cominciar degl'anni,

Quanto esser deggia e di cui nato sia,

All'andare, allo stare, al volto, ai panni.