SONETTO CCCXLV

By Luigi Tansillo

Poiché col ferro di sua man trafisse

Lucrezia il casto petto, acciò che, astersa

vil macchia col torrente che indi versa,

candida e bella all'altra vita gisse;

le sante luci or tenea chine e fisse

in vêr la terra di suo sangue aspersa,

or verso il ciel le alzava; indi, conversa

al padre e ai suoi, col fiato estremo disse:

— Faccian prodotti eterna fede, s'io

l'alma ebbi pura, ancorché sozzo il velo,

il sangue al mio signor, lo spirto a Dio.

Oh quanto ben del mio onorato zelo

parleran questi due dopo il fin mio,

testimon l'uno in terra, e l'altro in cielo! —