SONETTO CCCXLVIII.

By Benedetto Varchi

Il nome, signor mio, cui trema ed ama

Il mondo tutto, che dal toscan Marte

Padre del padre vostro avete, parte

Vi spigne all'opre sue, parte richiama.

Già nell'altera fronte ardente brama

Sfavilla di mostrar la forza e l'arte

In un d'Italia e Spagna; onde le carte

Empian la terra e 'l ciel d'eterna fama.

Ma ben vi prego, signor mio, che tutto

Non v'abbia Marte, ch'è più bello Apollo,

E s'acquista ben pregio altro, che d'arme.

Il gran Leon, ch'aprì 'l cielo e serrollo,

A Minerva vi chiama, il cui bel frutto

Vi cinga il crin: lo scudo, il petto v'arme.